Laboratorio di esplorazione teatrale
LA VITA "ALL'IMPROVVISO"
In questo Laboratorio il Teatro è concepito soprattutto come un "mezzo", perché il training teatrale con tutte le sue sfaccettature offre la magnifica opportunità di sperimentare sè stessi più a fondo in tutte le proprie dimensioni di essere umani, senza risparmiarsi mai nel territorio dell'evasione e del divertimento. Insieme scopriamo in che modo "fare teatro" possa essere anche, e prima di tutto, uno strumento potente per viaggiare attraverso sè stessi, le proprie percezioni ed emozioni, e le proprie relazioni con gli altri. Infatti grazie alla dimensione ludica dei role-play e delle improvvisazioni il Teatro consente alle persone di rielaborare immaginativamente gli elementi della propria realtà costruendo temporaneamente una realtà parallela a un tempo indipendente e collegata all'interno della quale poter ri-creare la vita "all'improvviso" secondo i propri autentici desideri e bisogni... e ri-creare la vita diventa ri-creare sè stessi!
Questo è un allenamento che permette di raggiungere maggiore libertà ed elasticità nella vita di ogni giorno.
Accrescere la creatività individuale attraverso questo tipo di laboratorio accresce per ognuno la possibilità di "inventarsi" e costruirsi ogni giorno.
Il setting del laboratorio teatrale poi, offre uno spazio in cui il contatto con l'altro è diretto e non mediato da convenzioni sociali e culturali, e le emozioni vengono liberate e non più compresse, attraverso questa dimensione di gruppo e le dinamiche che si creano si promuovono inoltre i valori della cooperazione, della tolleranza e del rispetto reciproco.
Questa formula laboratoriale, promossa dall'Università degli Studi di Tor Vergata e rivolto agli studenti stessi dell'Università, si svolge con successo presso il TEATRO TOR BELLA MONACA dal 2008.
L'esperienza del laboratorio è stata recentemente affrontata nella "Rivista Scuola IaD" dell'Università di Tor Vergata qui collegata.
Programma:
- rilassamento e consapevolezza corporea;
- gestione dello spazio;
- rapporto con il partner in scena;
- immaginazione e creatività;
- memoria sensoriale e affettiva;
- giochi teatrali;
- tecniche di improvvisazione;
- uso della maschera;
- esperimenti di scrittura creativa.
Orari:
ogni lunedí dalle 21:00
alle 23:00.
Costo:
10 € di iscrizione annuale
50 € mensili.
Prima lezione gratuita.
Per info:
tel: 349.47.56.451
DI SEGUITO ALCUNI ESEMPI DELLE ATTIVITA' CHE SI SVOLGONO DURANTE IL LABORATORIO
(GRAZIE AL CONTRIBUTO DI EX PARTECIPANTI CHE RACCONTANO IL LORO VISSUTO ...)
"GUIDARE ED ESSERE GUIDATI"
Il gioco "Guidare ed essere guidati" prevede che i corpi di due persone stiano a contatto solo tramite gli indici della propria mano destra. Una volta stabilito il ruolo di colui o colei che deve guidare l'altra persona,questa dovrà tenere gli occhi chiusi e dovrà seguire ogni indicazione decisa dal guidatore.
Un aspetto fondamentale di questo gioco è che la persona guidata deve fidarsi ciecamente del guidatore,eseguendo ogni minimo spostamento previsto dal dito.
La sensazione che si prova ad essere guidati è quella del completo abbandono e del massimo trasporto;ci si lascia andare solo se ci si fida dell'altra persona, altrimenti l'incertezza prevale su tutto!Quando invece bisogna guidare si avverte lo strano potere di manovrare ogni gesto,ogni movimento della persona guidata.
Nel gioco il dito rappresenta l'unico punto che permette di orientarci nello spazio;dal momento che se ne perde il contatto si comincia a vacillare e ci si sente persi e disorientati.
A me personalmente è capitato involontariamente di staccarmi dal dito che mi guidava e quello che ho fatto d'istinto è stato cercare in tutti i modi di ritrovarlo nello spazio intorno a me.
Questo perché,aggrapparmi all'indice mi dava un forte senso di sicurezza.
Il fatto di essere bendati,e quindi di non poter vedere,implica che tutto il nostro corpo,e di conseguenza tutti i nostri sensi si riducano al solo indice ed agiscono in funzione di esso.
Da questo emerge che passioni, sensazioni e desideri possono essere comunicati e trasmessi anche attraverso un unico strumento a nostra disposizione: l'indice, appunto.
Nel complesso la potrei definire come una sensazione strana ma davvero piacevole che mi ha consentito di assaporare una dimensione quasi surreale...
Daniele
"LA PALLINA"
I rapporti che legano l'uomo e la donna sono senza dubbio i più antichi del mondo:
dall'uso della clava ai girotondi aristocratici,l'uomo è stato da sempre impegnato a interpretare le movenze della donna e la donna a giocare con gli istinti dell'uomo. Ma cosa succederebbe se in questo eterno gioco a due mettessimo una pallina?
In molti hanno provato a descrivere le dinamiche che innesca l'attrazione, compito difficile visto che l'unica arma in loro possesso era la parola, a me viene passato il testimone. I due corpi sul palco dovranno immaginare, che quella semplice pallina racchiuda tutte le emozioni, le intenzioni, i rimorsi;
I due corpi sul palco dovranno immaginare che quella pallina sia fatta di pelle, odore e psiche.
Questo gioco come la vita, l'arte, non richiede razionalità ma solo di essere vissuto.
Roberto
"UP AND DOWN"
Questo gioco di improvvisazione è stato l'unico in cui alcuni di noi hanno avuto delle difficoltà. In effetti nella vita quotidiana nessuno avrebbe il coraggio di innalzarsi o sminuirsi, anche se in realtà i pregiudizi nei confronti altrui non mancano. Up and down, dove l'up deve essere il migliore, deve elogiarsi, ed abbassare ai minimi livelli il down e farlo sentire veramente una nullità, al contrario, colui che non vale nulla deve accettare le offese senza giustificarsi e continuare a dire quanto è vero quello che l'up dice ed innalzarlo in ogni minima cosa.
Quest'esercizio mi ha ricordato un po' i bambini, perché loro senza rendersene conto nei loro giochi stabiliscono sempre dei ruoli di superiorità o inferiorità, come quando una bimba finge di essere una principessa, lei è la più bella, piena di gioielli, mentre al suo amichetto/a fa fare il servo che deve stare alle sue regole ed accettare ogni sua richiesta o giudizio. Infatti nella loro ingenuità riescono perfettamente a fare questo gioco a differenza di noi ragazzi perché quando si cresce riusciamo a guardare il mondo da un'altra prospettiva. Nell'affrontare questo esercizio c'è stato qualcuno che ha avuto veramente paura di offendere il proprio compagno perché nonostante sia un gioco non è semplice dire "NON VALI NIENTE, SEI UNA PERSONA INUTILE, MENTRE IO SONO IL MIGLIORE" o viceversa "SONO INUTILE E TU SEI INCANTEVOLE". In altre parole non è questo il vivere comune che ci appartiene e di conseguenza tentiamo, a volte difficilmente ad immedesimarci nel gioco.
Un paio di noi si sono totalmente rifiutati, altri del gruppo non hanno trovato nessuna difficoltà nell'affrontare questo esercizio. Parecchi si sono identificati nel personaggio up, altri nel down. Le reazioni sono state tante: c'è stato chi si inginocchiava, chi piangeva, chi si umiliava al cospetto del migliore, qualcuno ha pavoneggiato, ha chiesto espressamente al down di inginocchiarsi, c'è stato chi non riusciva ad esaltarsi o offendersi. Ed ognuno di noi poi ha scelto quale dei due ruoli gli si confaceva di più. A me personalmente è piaciuto più il ruolo del down perché mi piace molto ironizzare su di me e sui miei difetti; proprio per questo l'ho preferito e non mi è risultato difficile.
Grazie a questa esercitazione abbiamo tratto delle osservazioni dal punto di vista psicologico molto rilevanti, paragonando il predominante ruolo dell'up, come un pavone che spiega la sua coda per rendersi bello, a discapito del down. Abbiamo inoltre notato che inconsciamnete l'up di pone sempre alla destra del pubblico e il down alla sinistra dove, secondo libri antichi, tutto ciò che si trova alla destra è giusto e retto, mentre ciò che si trova alla sinistra è demoniaco.
Strana come cosa... no?
Maria Pia
